spiagge plastic free

Spiagge plastic free: la normativa europea per gli stabilimenti balneari

Dal 3 Luglio 2021 è entrata in vigore la normativa europea sulla plastica monouso. Tutti i 27 Stati Membri dell’Unione, Italia compresa, dovranno quindi adeguarsi alla nuova direttiva.

Con un iter legislativo che ha preso il via nel 2018 e che ha ottenuto il sì del Parlamento Europeo il 21 Maggio 2019, questa nuova normativa arriva ora al suo compimento e dovrà essere assorbita da tutti gli Stati che fanno parte dell’Unione.

Cosa significa tutto ciò e quali sono i prodotti in plastica che non si possono più vendere? Avere il quadro completo della situazione aiuta a capire anche gli effetti della normativa europea sulla plastica monouso sugli stabilimenti balneari italiani che, naturalmente, devono adattarsi a quanto deciso.

Spiagge plastic free: cosa dice la normativa

La nuova normativa europea sulla plastica monouso propone un elenco dettagliato di prodotti che non potranno più essere commercializzati. Tra questi ci sono diversi prodotti in plastica usa e getta che vengono utilizzati anche negli stabilimenti balneari per la somministrazione di cibo o bevande.

Cosa non ci potrà più essere negli stabilimenti balneari? Ecco una lista dei prodotti in plastica monouso che sono soggetti a misure di riduzione del consumo da mettere a punto entro il 2026:

  • tazze
  • coperchi
  • tappi
  • contenitori per alimenti destinati al consumo immediato
  • contenitori per cibo fast food, per alimenti freschi, verdura o dolci

Con la direttiva europea sono vietati questi prodotti monouso e oxo-degradabili:

  • posate
  • piatti
  • cannucce
  • mescolatori per bevande
  • aste per palloncini distribuiti ai consumatori
  • contenitori in polistirene espanso
  • contenitori per bevande in polistirene espanso
  • tappi e coperchi il polistirene espanso
  • tazze per bevande in polistirene espanso

Abbiamo limitato la lista ai soli prodotti presenti negli stabilimenti balneari. A questi, dal 2025, si dovranno aggiungere anche le bottiglie in PET con relativi tappi.

Tra i tanti obiettivi che questa direttiva si pone c’è, quindi, quello di cercare di allontanare la plastica dalle spiagge e dal mare. Del resto si deve sottolineare un dato molto importante e che deve far riflettere: la plastica rappresenta l’85% dei rifiuti delle spiagge.

Ecco perché per alcuni prodotti non espressamente vietati

Si deve ricordare che, al momento, si possono ancora trovare in commercio prodotti formalmente aboliti dalla nuova normativa europea perché la stessa ne consente la vendita fino a esaurimento scorte.

Spiagge e stabilimenti balneari plastic free in Italia

Tutto questo interesse sempre più vivo verso l’ambiente e verso l’inquinamento di spiagge e mari ha portato alla nascita, già a partire dal 2019, di diversi stabilimenti balneari plastic-free in tutta Italia.

Una scelta che strizza l’occhio all’ambientalismo e a quello che è il turismo sostenibile che prende sempre più piede. Gli stabilimenti balneari eco sostenibili stanno diventando sempre più una realtà.

Qualche esempio?

Dall’estate 2019 il litorale toscano è plastic free grazie a una decisione della giunta regionale che messo al bando la plastica usa e getta dagli stabilimenti balneari. Dai confini con la Liguria sino alla Maremma gli stabilimenti balneari toscani hanno recepito la normativa europea, con tutta la sua dirompente innovazione, ancor prima dell’ultimo passaggio ufficiale di Luglio 2021.

Anche il litorale ligure si appresta a liberarsi definitivamente della plastica negli stabilimenti balneari, così come stabilito dalla direttiva europea 2019/904. Un altro passo avanti per uno dei pezzi di litorale più belli del nostro Paese.

Svolta green anche per la zona del litorale di Rimini. Alla riqualificazione di molti stabilimenti si aggiunge anche la questione del plastic free. Anche qui, infatti, vige dal 2019 il divieto di vendita e distribuzione di bevande in bicchieri e con cannucce di plastica monouso.

Dal 2019 sono tantissime le zone d’Italia che hanno anticipato le decisioni europee, spingendo sull’acceleratore dell’addio alla plastica negli stabilimenti balneari. In ogni regione ci sono stati, sin dal primo momento, delle zone virtuose che hanno deciso di abbandonare la plastica usa e getta, per cercare di aiutare quanto più possibile l’ambiente. PugliaSiciliaSardegna e, ancora, Lazio, Marche e così via: i litorali italiani si sono adeguati a questa nuova normativa.

Il futuro delle spiagge italiane va verso questo obiettivo: cercare di tenere lontana la plastica usa e getta dal mare e dalle spiagge. Del resto, le ultime analisi di Legambiente parlano chiaro e ci mostrano una situazione per nulla piacevole.

Ogni 100 metri di spiaggia ci sono quasi 790 rifiuti da raccogliere e l’84% di suddetti rifiuti è costituito da plastica che finisce anche nel mare. Tutto ciò intensifica il problema dell’inquinamento ma non solo: porta anche a un’alterazione dell’ecostistema.

Il mare pieno di plastica porta alla morte di molti pesci ed è inquinato e un mare inquinato a un effetto negativo su tutto. Si deve fare qualcosa e bandire la plastica dalle spiagge italiane è, senza dubbio, una delle soluzioni più efficaci che ci siano.

La normativa europea che è stata rinnovata proprio di recente punta a questo ed è importante che tutti gli stabilimenti balneari italiani si allineino, grazie anche alle normative regionali, con quanto richiesto.

 

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