Concessioni balneari: la riforma è al voto alla Camera

Concessioni Balneari: riforma al voto alla Camera

Dopo l’approvazione in Senato del 30 maggio, la Riforma delle concessioni balneari approda alla Camera per il voto. A stagione estiva avviata, infatti, si parla ancora della riforma destinata a cambiare il modo in cui avviene la gestione delle spiagge.

Riforma Spiagge: cosa aspettarsi dal voto alla Camera

Tra dubbi e incertezze, alla Camera si procederà nei prossimi giorni con un ciclo di audizioni, in base alle quali il ddl concorrenza potrebbe subire delle modifiche. Qual è il destino delle concessioni balneari in Italia? 

L’approvazione in Senato della riforma delle concessioni balneari ha fatto in parte chiarezza su cosa succederà dopo il 2023. Ma non è tutto deciso, soprattutto per i gestori di stabilimenti balneari in attività. Da un lato, restano in sospeso gli interrogativi già esposti dopo l’ultimo voto in Senato; dall’altro, ci sono alcuni temi che la riforma delle spiagge deve assolutamente affrontare prima dell’approvazione definitiva.

Numero massimo di concessioni balneari per soggetto dopo la riforma delle spiagge

Uno degli interrogativi presentati è quello del numero massimo di concessioni balneari che lo stesso soggetto potrà detenere.

In Italia, gli stabilimenti balneari sono gestiti principalmente da micro, piccole e medie imprese, con attività familiari: se ai soggetti in gara non viene posto un limite, i grandi capitali (italiani e non) potrebbero avanzare richieste per concessioni balneari più estese, e minare dalle fondamenta il modello turistico-balneare italiano.

Tutela dei concessionari uscenti per la gestione delle spiagge

La direttiva europea Bolkenstein prevede la totale liberalizzazione dei servizi. Cosa succederà ai gestori di stabilimenti balneari attualmente in carica? La riforma, così come approvata da senato, parla di alcuni paletti previsti per premiare i concessionari virtuosi.

Da un lato, quindi, la Bolkenstein vieta favoritismi in fase di gara, dall’altro il ddl concorrenza prevede che le gare debbano tener conto dell’esperienza tecnica acquisita da chi partecipa alle aste.

Gare per le concessioni balneari: quali sono i tempi della riforma dopo il voto alla Camera

Stando alla Riforma delle Concessioni Balneari, a partire dal 1 gennaio 2024 le concessioni verranno riassegnate tramite bandi pubblici, per ognuno dei quali le amministrazioni locali produrranno un Bando. Molti Comuni si troveranno inevitabilmente a gestire decine di procedure diverse, con il poco personale a disposizione. Sempre rispettando, ovviamente, le scadenze e le direttive europee.

Le gare per le spiagge dovranno essere rinviate al 31 dicembre 2024 solo in alcuni casi ben precisi, previsti da legge.

Cosa ne pensate?

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